I futures sull'S&P 500 avanzano di circa lo 0,5% e i contratti sul Nasdaq segnano un incremento vicino allo 0,2%; la sessione di gennaio ha chiuso con un segno positivo, interrompendo una mini serie negativa di tre sedute: l'S&P 500 è salito dello 0,5%, il Nasdaq dello 0,5% e il Dow Jones ha guadagnato 295 punti (+0,6%). Il Russell 2000 guida la performance (+1,1%), trainando la ripresa anche tra banche regionali, compagnie aeree e minerali di metallo prezioso. Il contesto suggerisce un’allargata partecipazione agli acquisti oltre le mega-cap tech, con Nvidia a sostenere i listini (+3,2%).
Dell schizza del 15,8% dopo aver aumentato la guidance sui ricavi annuali a 192 miliardi di dollari, sostenuta da un backlog di AI server da 95 miliardi. Snowflake segna un salto di oltre il 23% after-hours grazie a risultati solidi e guidance migliorata. L’intelligenza artificiale continua a essere disruptiva, soprattutto per i fogli di calcolo degli analisti.
Broadcom ha riportato entrate del terzo trimestre a 29,59 miliardi di dollari, con le vendite di AI-chip in aumento del 221% a 16,7 miliardi. L’utile adjusted sfiora 3,32 dollari per azione, e la società rivede al rialzo le previsioni di ricavi AI-chip per il 2027 a circa 115 miliardi e per il 2028 a 230 miliardi.
Le previsioni immediate restano meno robuste: Broadcom stima ricavi del Q4 a 34,8 miliardi, poco sotto la stima di Wall Street di 35,03 miliardi. Il mercato, poiché la reazione è mista, mantiene i futures sul Nasdaq in moderato lieve recupero nonostante i solidi dati di lungo periodo.
I rendimenti governativi in calo offrono supporto aggiuntivo alle azioni di crescita dopo che il rendimento decennale ha toccato recentemente i massimi intorno al 5%. Rendimenti più alti comprimono il valore presente dei profitti futuri e rendono le obbligazioni competitive rispetto alle azioni; al di sotto di quella soglia, il mercato trova respiro.
Il debole avvio del mercato del lavoro privato aumenta l’importanza del rapporto payroll di venerdì, atteso vicino ai 56.000 nuovi posti. Il mercato sconta oggi una probabilità di circa 60%–65% di un aumento dei tassi da parte della Fed a settembre, rendendo le azioni particolarmente sensibili a occupazione, salari e disoccupazione.
Le azioni asiatiche seguono l’andamento di Wall Street, con lo yen che si rafforza in linea con le attese per un’altra nuova mossa di politica monetaria della Bank of Japan. L’oro ha guadagnato oltre l’1% vicino ai 4.435 dollari l’oncia mentre il dollaro e i rendimenti si indeboliscono. Il Brent scende verso i 95 dollari al barile, mentre il WTI si mantiene sotto 91 dollari, dopo che l’ultima exchange USA-Iran non ha generato una replica immediata. Il mercato petrolifero resta comunque su livelli elevati, complicando l’inflazione.