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Futures S&P 500 scendono per il ritorno delle tensioni con l'Iran e il rialzo delle scommesse su un aumento dei tassi della Fed

31/08 05:04
Futures S&P 500 scendono per il ritorno delle tensioni con l'Iran e il rialzo delle scommesse su un aumento dei tassi della Fed

Situazione di mercato odierna

I contratti futures dello S&P 500 hanno registrato una leggera perdita, circa lo 0,3%, lunedì, con il Nasdaq in discesa dello 0,5% mentre le quotazioni europee e le azioni asiatiche hanno segnato ribassi. Il contesto è stato caratterizzato da nuove tensioni tra Stati Uniti e Iran che hanno spinto i prezzi del petróleo e mantenuto i rendimenti del Tesoro elevati.

Riecheggia lo scenario su Wall Street

L’indice principale di Wall Street chiude venerdì in flessione dopo che il presidente della Fed, Kevin Warsh, ha ribadito l’impegno della banca centrale nel combattere l’inflazione. Lo S&P 500 cala dello 0,25% a 7.711,76, il Nasdaq dello 0,52% a 26.402,42 e il Dow Jones chiude quasi invariato a 53.559,99.

Prospettive su brev' e medio termine

Nonostante il pullback di venerdì, i principali indici hanno chiuso la settimana in territorio positivo grazie alle previsioni robustamente rialziste di Nvidia e ai solidi risultati di Salesforce, CrowdStrike e Okta che hanno riacceso l’interesse per l’AI. Il Brent sale di circa il 2,8% toccando 90,60 dollari al barile, mentre il WTI avanza del 2,5% dopo l’attacco a postazioni missilistiche iraniane. L’Iran ha risposto agli attacchi americani in Giordania, interrompendo improvvisamente l’ottimismo sulla riapertura dello Stretto di Hormuz.

Implicazioni sull’inflazione e sui tassi

La volatilità sui prezzi del petrolio complica la prospettiva sull’inflazione elevando i costi di trasporto, produzione e consumo. In questo contesto, i rendimenti obbligazionari si mantengono su livelli più alti, pesando sulla valutazione tecnologica soprattutto per le aziende con profitti attesi in futuro. Attualmente il mercato assegna circa il 57% di probabilità a un incremento dei tassi a settembre, dopo l’intervento di Warsh a Jackson Hole.

Sentiero sui tassi e sul dollaro

Il rendimento sul biennale del Tesoro si avvicina al 4,33%, massimo mensile. Il dollaro rimane vicino a un massimo di due settimane sul livello di circa 99,60, mentre USD/JPY oltrepassa i 160 yen e aumenta il rischio di intervento valutario. L’oro si indebolisce vicino ai 4.450 dollari l’oncia, l’argento arretra sotto i 67 dollari e Bitcoin scambia intorno ai 77.000 dollari, con i rendimenti in rialzo che erodono la domanda di asset non remunerativi o alternativi.

Dati occupazione in focus

Il rapporto sull’occupazione Usa della settimana resta l’evento chiave. Gli economisti si attendono una possibile ripresa degli payrolls di circa 58.000 unità dopo la precedente diminuzione di 23.000 a luglio, con la disoccupazione stabile al 4,1%. Una crescita robusta dell’occupazione potrebbe consolidare l’idea di un rialzo a settembre; un rapporto più debole rischia di riaprire quasi immediatamente il dibattito.